"Azzurro"
"La risposta non è esatta!"
Anche se l'uso che se ne fa è quasi sempre di aggettivo qualificativo, "esatto" è in realtà un participio passato. Precisamente di esigere, come redatto è il participio passato di redigere e eretto lo è di erigere.
Se guardiamo all'etimologia, esigere deriva dal latino exigere (<ex: fuori e agere: condurre), che significa esaminare, pesare. Quindi, rifacendoci all'origine di questa parola, potremmo dire che esatto è qualcosa che ha il peso giusto.
Guardando invece solo alla lingua italiana, tutti dovremmo sapere che "esigere" significa pretendere, richiedere. Ma mentre è facile sentire che "esigo da te una risposta chiara", molto difficilmente capita di ascoltare qualcuno che dica qualcosa come "da te ho sempre esatto il meglio".
Il successo di questa parola, almeno nella nostra lingua, lo si deve principalmente a Mike Bongiorno. Tutti noi abbiamo presente il ricordo del grande Mike che davanti a un concorrente preparatissimo (quindi non la signora Longari) esclama "risposta esattaaaaaaaaa!"
Ma il senso di quell'esatto, è bene specificarlo, non è tanto "risposta giusta", quanto piuttosto "risposta richiesta". In un quiz al contrario, in cui per vincere sia necessario dire il contrario della verità, dire quindi che il cielo è azzurro non può essere considerata una risposta esatta.
Oggi, dire E. è diventato una moda ormai radicata, un modo per annuire quando qualcuno ci parla, un sinonimo di sì, certo, giusto, chiaramente, è vero. Secondo me, la colpa è degli animali che accompagnavano Francesco Salvi a Sanremo nel 1989 con l'indimenticabile "Esatto". Appunto.
Claudio Pizzigallo (Pizzi)
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